Jungala

Per inaugurare la nostra collaborazione, il magazine Vita ci ha chiesto un reportage dalla Giungla di Calais.

Nei giorni trascorsi lì abbiamo avuto modo di parlare con i volontari che si occupano dell'organizzazione del campo e, soprattutto, di ascoltare le testimonianze dei tanti migranti che affollano la baraccopoli sulla Manica.

Il giorno successivo alla nostra partenza sono entrati in azione i bulldozer.

In pochi giorni, l'intera parte sud della Giungla è stata rasa al suolo, e con lei le attività scolastiche, il teatro, la biblioteca e la radio. Oltre, ovviamente, a decine e decine di abitazioni.

Questo, in sostanza, è il racconto di un luogo che almeno in parte non esiste più. Lontani dai sensazionalismi e dallo sciacallaggio mediatico, abbiamo voluto raccontare cosa succede tutti i giorni in quei dedali di vie fangose e piene di speranza.

Pubblicazione su VITA Non Profit

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Acini d’uva

Canelli è una piccola città nel cuore del Piemonte, conosciuta dai più per la sua eccellente produzione di vino Moscato, quello dolce che tanto ci piace bere con il dessert in coda ai pranzi di famiglia.

Da qualche anno a questa parte, quando arriva il periodo della vendemmia si scatena il polverone: si parla di caporalato, di sfruttamento della manodopera, di emergenza umanitaria, di lobby macedone, di giornalisti minacciati per aver indagato un po’ troppo. Sembra l’introduzione a un thriller, invece è realtà.

Di seguito, tutto quello che siamo riusciti a verificare, captare e intuire durante la nostra permanenza tra le colline di Canelli.

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Cooperativa Sociale
Articolo 4

In questi mesi estivi abbiamo lavorato al bilancio 2014 della Cooperativa Sociale Articolo 4.

Le consegne erano semplici: dare vita, voce e immagini ai freddi numeri. Far parlare un bilancio senza snaturarne la funzione informativa non è cosa facile.

Dopo settimane di incontri, scatti e sessioni di montaggio, questo è il frutto del nostro lavoro. Una galleria di volti, esperienze e pensieri di chi, per un motivo o per l’altro, ha deciso di credere nel progetto di Articolo 4.

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Egy Buzi Budapesten

Questa è la storia di Andrea Giuliano, trentatré anni di cui gli ultimi otto a Budapest.

Durante il gay pride di luglio 2014, Andrea mette in scena una parodia dei motociclisti dal sentimento nazionale, un movimento legato all’estrema destra ungherese.

Da lì ha inizio il suo calvario, tra insulti, appostamenti e minacce di morte.

La sua vicenda è diventata presto un caso emblematico, un filtro interpretativo attraverso cui entrare nei meccanismi dell’Ungheria di oggi.

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Sentinelle in Piedi

Il 23 maggio le sentinelle in piedi sono tornate a vegliare nelle piazze di tutta Italia.

A Torino, gli attivisti si sono incontrati in piazza Paleocapa, dove hanno letto in silenzio — e in piedi — per un’ora in silenzio.

Nel vivere e raccontare la giornata, abbiamo raccolto le testimonianze di alcune sentinelle, che raccontano le loro preoccupazioni e i perché del loro essere in piazza.

Nell’approfondire le sentinelle in piedi come fenomeno sociale, abbiamo invece ascoltato chi sta dalla parte opposta, con la controversa testimonianza di don Franco Barbero.

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Mayday

Il primo maggio 2015, Milano si fermava per l’inaugurazione dell’ Expo, la fiera in cui il mondo si sarebbe trovato a discutere di alimentazione.

Una grande opera che, fin dai primi annunci, ha suscitato in una larga fetta di opinione pubblica un bel po’ di perplessità, mai del tutto fugate da chi si è occupato dell’organizzazione dell’evento.

Poco dopo l’assegnazione dell’appalto, è nato anche un movimento NoExpo, il cui obiettivo è stato, nel corso degli anni, denunciare con dati e numeri la corruzione, le incongruenze e l’inutilità dell’esposizione universale.

Insomma, l’Expo in Italia non ha avuto certo vita facile, anche a causa di una preparazione costellata di brutte figure. Nei giorni intorno al primo maggio, mentre nei dintorni di Rho Fiera ci si rendeva conto che l’inaugurazione sarebbe avvenuta a lavori in corso, il centro di Milano si preparava alla morsa finale del movimento NoExpo.

Giovedì con la marcia degli studenti contro il lavoro non retribuito, venerdì con la Mayday Parade, il corteo che verrà ricordato dai più per l’invasione e la devastazione dei black bloc.

Noi, queste convulse e caotiche giornate di lotta, le abbiamo vissute dall’interno.

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Buongiorno Cavallerizza

L’occupazione della Cavallerizza, a Torino, è un argomento particolarmente dibattuto.

Quella che segue è una storia nella storia, la Cavallerizza raccontata dagli occhi di un occupante un po’ particolare.

Non il solito militante, ma un musicista. Le impressioni, le esperienze e la filosofia di Pasquale, un sassofonista che ha deciso di combattere una delle tante battaglie di questa città.

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